Sanzioni fattura elettronica: come fare?

L’emissione tardiva della fattura elettronica, così come la mancata emissione o la presenza di errori nel file possono comportare significative sanzioni per aziende e professionisti. Ecco quali sono le sanzioni previste in materia di fatturazione elettronica e come fare per evitarle.

sanzioni fattura elettronica

A quasi un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, il previsto periodo di moratoria per le sanzioni è ormai concluso.

Dal 1° luglio 2019 è infatti entrata a regime la fatturazione elettronica per 3,2 milioni di contribuenti (con la sola eccezione di quei soggetti con liquidazione periodica IVA a cadenza mensile, il cui periodo di moratoria si è concluso tre mesi dopo, il 30 settembre 2019).

Terminato il periodo di transizione, entrano quindi ufficialmente in vigore le ingenti sanzioni previste dagli articoli 6 del D.Lgs 471/97 e articolo 6 del D.Lgs 472/97, per i casi di fattura elettronica emessa in ritardo, errata, omessa e/o scartata dal Sistema di Interscambio; precisiamo che le tali sanzioni sono applicabili anche ai processi di fatturazione tradizionali, ovvero alle fatture cartacee.

Prima di presentare in dettaglio quali sono le sanzioni applicabili a partire dal 1° luglio 2019, è inoltre opportuno premettere che queste fanno sempre riferimento al momento di emissione della fattura elettronica, così come stabilito dalla recente Circolare 14/E rilasciata il 17 giugno 2019 dall’Agenzia delle Entrate.

 

Fattura elettronica: le sanzioni dal 1° luglio 2019

In base a quanto riferito dall’art. 6 comma 1 del D. lgs. n. 471/1997, la sanzione applicabile per l’emissione in ritardo della fattura elettronica va dal 90% al 180% dell’IVA relativa all’imponibile (con importo minimo di 500 euro). La stessa sanzione è prevista anche per la mancata emissione del documento.

In caso di errori nella registrazione di importi esenti, non imponibili, non soggetti ad IVA o reverse charge, la sanzione varia dal 5% al 10% dei corrispettivi, con un minimo di 500 euro; se non si riscontrano conseguenze sul calcolo IVA o delle imposte sui redditi, la sanzione è compresa da un minimo di 250 euro fino ad un massimo di 2.000 euro.

La normativa vigente prevede che, qualora il cessionario/committente non riceva la fattura, quest’ultimo debba emettere un’autofattura e notificare la situazione all’Agenzia delle entrate competente.

All’interno del processo di fatturazione elettronica, questo si traduce nell’emissione di una fattura elettronica Tipo Documento TD20 e conseguente invio, da parte del Cessionario/Committente, al Sistema di interscambio. Qualora ciò non accada, il cessionario/ committente è soggetto a una sanzione pari al 100% dell’imposta, con un minimo di 250 euro e fino a 2.000 euro (articolo 6, comma 8 del D.Lgs. 417/97).

Non sono previste sanzioni per errori formali nel documento.

Di seguito riportiamo la nostra infografica riassuntiva:

sanzioni per emissione fattura elettronica in ritardo errata, omessa, scartata

Le sanzioni previste nel caso di emissione di fattura elettronica in ritardo, errata, omessa e/o scartata dal SdI

 

 

Tardiva emissione fattura elettronica: riduzione della sanzione con il ravvedimento operoso

In base a quanto stabilito dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, è possibile ridurre le sanzioni in caso di fattura elettronica tardiva, errata o mancata, mediante l’istituto del ravvedimento operoso:

– la sanzione è ridotta ad un nono se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro 90 giorni dalla data dell’omissione o dell’errore

– la sanzione è ridotta ad un ottavo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione;

– la sanzione è ridotta ad un settimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;

– la sanzione è ridotta ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;

Il pagamento delle sanzioni andrà eseguito tramite modello F24, compilando la sezione erario (codice tributo 8911).

 


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Per approfondire:

Leggi anche: Fatturazione Elettronica: 4 buoni motivi per non scegliere la PEC

Leggi anche: Fattura elettronica scartata: come fare?

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