Gennaio 2019: Fattura elettronica, la consultazione non è automatica

In seguito alle sollecitazioni presentate dal Garante Privacy, l’Agenzia delle Entrate introduce un’importante novità in tema Fatturazione Elettronica: la consultazione delle fatture diventa un servizio offerto dall’Agenzia ottenibile previa adesione al servizio. Tutte le specifiche nell’articolo.

Consultazione fatture elettronicheEd eccoli, i primi effetti dell’intervento del Garante: la disponibilità delle fatture elettroniche nell’areaweb dell’Agenzia delle Entrate non è più automatica.

È questa una delle novità contenute nel Provvedimento 524526/2018, emanato in data 21.12.2018, e dal successivo Provvedimento n. 107524 del 29 aprile 2019 dall’Agenzia delle Entrate, che modificano il Provvedimento 89757/2018 del 30.04.2018.

Fino ad ora avevamo una certezza: ogni contribuente, azienda – professionista – persona fisica, poteva accedere alla propria area riservata e ricercare, consultare e scaricare le proprie fatture, trasmesse e ricevute tramite Sistema di Interscambio.

Ma il Garante ha rilevato l’inutilità di questa massiccia archiviazione e memorizzazione di dati e documenti, ritenendola non proporzionata alle reali esigenze di consultazione dei singoli contribuenti.

D’altro canto, se un’azienda ha attivato, in proprio o affidandolo all’esterno, un servizio di fatturazione elettronica ha sicuramente a disposizione anche uno o più strumenti per la consultazione delle fatture e quindi, che motivo avrebbe di accedere alla propria “area riservata”?

Ed ecco quindi che l’Agenzia delle Entrate, recependo i rilievi del Garante, cambia impostazione: la consultazione, da dato di fatto, diventa “servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate”, che si presenta come Responsabile del trattamento che opera per conto del titolare, “accessibile previa adesione al servizio” .

I contribuenti, di qualsiasi natura, dovranno quindi richiedere esplicitamente di avere la possibilità di accedere alla propria area riservata e potranno farlo a partire dal 31.05.2019, giorno in cui l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione una specifica funzione accessibile sempre dall’area web.

I contribuenti avranno poco più di 90 giorni di tempo per attivare il servizio, con accesso per sé o per il proprio intermediario (il periodo previsto per effettuare l’adesione è previsto dal 31 maggio 2019 al 2 settembre 2019).

Chi aderirà avrà a disposizione più tempo per la consultazione dei propri documenti: si passa dal “fino al 31.12 dell’anno successivo alla data di ricezione” al “fino al 31.12. del secondo anno successivo alla data di ricezione”.

In assenza di adesione, trascorsi 90 giorni dalla data del 31.05.2019, successivamente alla consegna al destinatario, l’Agenzia delle Entrate, cancellerà i file, mantenendo nei propri archivi solo i dati fattura, ovvero tutti gli elementi obbligatori previsti dal DPR IVA 633/1972 ad esclusione di quanto previsto alla lettera g) dell’art. 21 comma 2:

g) natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;

In sostanza, l’Agenzia delle Entrate archivierà solo le informazioni di testata e castelletto, cancellando i dati che costituiscono il “corpo della fattura”.

Questi dati saranno a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, e della Guardia di Finanza, “fino al 31.12 dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi” e potranno essere utilizzati “per lo svolgimento, in particolare, delle attività di assistenza, di controllo finalizzato all’erogazione dei rimborsi, di elaborazione dei dati per attività di analisi del rischio, di controllo automatizzato e puntuale che possono essere effettuati anche attraverso l’attività di analisi dei dati di natura fiscale presenti nelle fatture congiuntamente ai dati presenti nelle banche dati dell’Agenzia delle entrate ed in conformità ai relativi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia”.

Per chi aderirà al servizio di consultazione, i controlli saranno effettuati utilizzando i dati contenuti nei file e nel rispetto delle modalità previste dal DMEF del 04.08.2016, che individua nuove modalità semplificate di controlli a distanza degli elementi acquisiti dall’Agenzia delle Entrate ai sensi del comma 3, del medesimo articolo 1 .

I file saranno quindi utilizzati per effettuare controlli incrociati con i dati contenuti in altre banche dati conservate dalla stessa Agenzia o da altre amministrazioni pubbliche, al fine di favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili.

In entrambi i casi sembra scomparire la comunicazione preventiva con la quale l’amministrazione formalizzava al contribuente l’accesso ai suoi documenti, limitando le notifiche ai soli casi di rilevamento di eventuali anomalie.

Ovviamente ci sono aspetti da approfondire ma questo intervento mi sembra già sufficientemente lungo e oggi lo scopo era quello di appuntare sul calendario la data del 31.05.2019. Avremo modo di analizzare i pro e i contro dell’una o dell’altra scelta, valutandone gli impatti sia da un punto di vista operativo sia delle attività di controllo.

Giancarla Porro

Digital Expert Compliance

Indicom Group


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